ROMA - Niente più manifestazioni «invasive» nelle piazze del centro storico. In particolare in quelle di pregio artistico, o sottoposte a una continua pressione come piazza Navona. Il Campidoglio ci aveva già provato a proibire le piazze più belle ai manifestanti, sollevando violente polemiche. Adesso torna all'attacco, con un'ordinanza che sarà pronta in settimana: la sta preparando personalmente il sindaco Gianni Alemanno, come ha annunciato lunedì 19 settembre l’assessore alla Cultura Dino Gasperini, durante la presentazione di «Roma si libra», la kermesse del libro a piazza Navona. «Il sindaco, come aveva già detto in piazza Navona – spiega Gasperini – sta preparando un’ordinanza che tuteli le piazze del centro storico di Roma. Nei prossimi giorni verrà firmata».
«POTENZIALMENTE INVASIVE» - «La logica – aggiunge Gasperini - è evitare che durante le manifestazioni, potenzialmente e particolarmente invasive, i monumenti possano essere esposti a rischio». Il termine «invasive», però, può voleri dire tutto e nulla. Per l’assessore alla Cultura del Comune di Roma significa che «se c’è un numero di persone consistente, se la manifestazione è concitata, se durante la manifestazione migliaia di persone gravitano attorno a un monumento – sottolinea – la pressione è tale da creare rischi potenziali. Si cerca di evitare, all’origine, che questo possa accadere».
SCRITTA DAL SINDACO - L’ordinanza viene «preparata personalmente da Gianni Alemanno - precisa Dino Gasperini – e la sta seguendo con grande attenzione». Anche per questo, a parte piazza Navona, tutte le altre piazze sono ancora segrete. Potrebbero essere incluse aree come piazza Augusto Imperatore e l'Ara Pacis, o addirittura piazza San Giovanni, come più volte hanno minacciato esponenti del Pdl. Ma sicuramente sarà un’ordinanza di tutela che accenderà nuove polemiche, così come già accadde un anno fa con una delibera di tutela che tendeva - appunto - a spostare il Concertone del primo maggio da San Giovanni, o come avvenne con la discussione del protocollo sui cortei che li voleva tenere tutti lontani dal centro.
LA CONTRARIETA' DELLA CGIL - A metà settembre del 2010, in piena discussione sui cortei, il segretario della Cgil Claudio Di Berardino aveva affermato: «Il sindacato non accetta alcuna limitazione al diritto di manifestare, costituzionalmente garantito, che non può essere modificato in modo sostanziale dal sindaco Gianni Alemanno». Ricordando che si erano già dati regole e percorsi precisi il segretario della Cgil aveva ricordato che «i sit-in e le manifestazioni si fanno quando servono e dove servono». E anche a Milano si era fatto poco più di un anno fa un tentativo simile, con comune e prefettura che avevano tentato di circoscrivere nel centro una «zona rossa». Tentativi, almeno finora, che si sono conclusi con un nulla di fatto.
(Corriere della Sera)
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